sabato 31 ottobre 2015

Rinnovare casa non è come pensi. I 6 pregiudizi più comuni

Da quando mi occupo di piccoli spazi, insisto molto sul concetto di rinnovare; ma più ne parlo più mi accorgo che il significato di questa parola è avvolto da una nuvola di dubbi, incertezze e confusione.


Così ho deciso di fare un po' di chiarezza sfatando i sei pregiudizi più comuni, almeno saprai finalmente se questo rinnovo puoi permettertelo oppure no.



Prima però ti riporto la definizione che ne fa Treccani:



"Rendere più nuova una cosa ormai vecchia, non adatta alle esigenze del presente. Ammodernare, rimodernare, rinfrescare, svecchiare."



Quindi NON è vero che:
  1. Per rinnovare bisogna fare interventi murari: in quel caso si parla di ristrutturazione.
  2. Devi comprare mobili nuovi: basta cambiare la disposizione di quelli che hai e, se è necessario, dipingerne alcuni.
  3. Servono tanti soldi: si può rinnovare una stanza anche con 10 €, ad esempio cambiando le federe dei cuscini, dipingendo il tavolino e spostando il divano.
  4. Devi buttare tutte le tue cose: no, puoi spostare gli oggetti a cui tieni in un punto dove stanno meglio, cambiargli colore o dargli un altra funzione. Ad esempio una sedia può diventare un comodino, una credenza può diventare una cassettiera (come la mia).
  5. C'è bisogno di un architetto o di un interior designer: in realtà non servono particolari conoscenze tecniche, ma solo la capacità di abbinare i colori, ottimizzare gli spazi e vedere le potenzialità di un oggetto al di là della funzione per cui è nato. E ovviamente il buon gusto.
  6. Non ne vale la pena: pensi che cambiare disposizione e colore a quello che hai sia uno sforzo troppo grande e otterrai in compenso ben pochi risultati? Scherzi? Guarda le immagini qua sotto e vedrai che differenza!



 

Allora, adesso dimmi: avevi almeno uno di questi dubbi?

Link immagini: 1, 2, 3.

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