lunedì 14 marzo 2016

Vivere in mansarda

Oggi, con grande piacere, ospito sul blog Benedetta di Artigianamente, che parlerà di come organizzare gli spazi in mansarda. Ha vissuto personalmente questa esperienza durante l'Università, quindi ti darà sicuramente consigli più mirati dei miei. Le lascio subito la parola!

Nella convinzione che lo scambio di idee, prospettive e opinioni sia sempre proficuo, ho chiesto a Fiorella se avessimo potuto collaborare scrivendo un post per ciascuno nei nostri rispettivi blog. Ci siamo assegnate dei temi: Fiorella mi ha chiesto di sviluppare l'argomento "sfruttare al meglio gli spazi quando si abita in una mansarda", mentre lei ha parlato di come ricavare la cameretta di un bambino da un ripostiglio.

Tanti anni fa quando frequentavo l'Università a Padova mi trovai ad abitare in una mansarda. L'arredamento era stato scelto con cura diversamente dai soliti appartamenti riservati agli studenti, per cui avevo deciso che poteva essere la mia ultima abitazione prima della laurea. Scoprii però che vivere in una mansarda, se non è ben progettata e non possiede determinate caratteristiche, non è affatto facile.

Il problema più immediato con cui mi sono confrontata sono state le altezze limitate. In mansarda ogni arredo e ogni aspetto della propria quotidianità va calibrato in base a questa caratteristica. Cominciando dalla stanza principale della casa, la cucina, le difficoltà maggiori sono proprio concentrate nel soffitto spiovente e nella divisione degli spazi da studiare per bene.

Il consiglio principale è scegliere una cucina modulare da sviluppare in orizzontale, evitando i pensili e mettendo gli elettrodomestici alti - come ad esempio il frigo - nella zona più alta della stanza. Anche il piano di lavoro dovrà essere comodo e situato in posizione strategica, in modo da non sbattere la testa ogni volta che cucini.


La mia cucina a Padova era esattamente così: piano di lavoro e mobili correvano lungo la parete nel punto più alto del soffitto mentre il tavolo da pranzo e il divano adiacente erano posizionati sul lato di minor spazio in altezza.


In realtà ci possono essere cucine del tutto diverse: ogni volta bisogna valutare l'architettura della stanza sfruttando al meglio lo spazio.




Nella mia mansardina padovana la camera non era per nulla confortevole: i letti posti nella parte più bassa, talmente bassa, da sbatterci la testa ogni volta che andavo a dormire. Un letto futon avrebbe migliorato sicuramente la situazione sia da un punto di vista funzionale che estetico, assieme a un armadio su misura. Per questo la scelta degli armadi deve essere fatta con precisione, pochi centimetri fuori misura non lasciano scampo negli spazi di una mansarda.




Oltre gli spazi una riflessione importante va fatta sulla luce che per me rappresenta elemento essenziale della mia vita in casa. Creare un ambiente arioso e luminoso è fondamentale per una mansarda che non gode né di spazi estesi né, in molti casi, di finestre adeguate. Il colore, perciò, gioca a nostro favore aiutandoci a illuminare spazi dove la luce naturale scarseggia. Allo scopo possiamo ricorrere al classico bianco come base dell'intera mansarda pennellando di colori polverosi le zone architettoniche e geometriche più tipiche della mansarda (il triangolo formato dal tetto spiovente) oppure usare i tessili per dare un tocco di colore deciso.




Ricordati anche di considerare l'isolamento termico e l'isolamento acustico. Ti lascio immaginare come si può vivere in una mansarda non isolata. Il mese di giugno a Padova mentre sostenevo gli esami, oltre all'ansia, mi teneva compagnia il caldo afoso della pianura padana. D'inverno, invece, ero in compagnia dell'umidità, compagna poco gradita.

Il mio soggiorno in mansarda non è stato dei migliori, ma non per questo penso che la mansarda sia un'abitazione da evitare. Rappresenta invece una bella sfida progettuale e l'occasione per liberare la propria inventiva per creare uno spazio estremamente intimo e confortevole, a patto che gli venga riservata la giusta attenzione progettuale.

Per finire volevo ricordarti che se devi trasformare una soffitta in mansarda ci sono dei permessi da ottenere:
  • Le autorizzazioni comunali per l'abitabilità perché ci sono altezze da rispettare (i Comuni montani hanno altezze più basse per questione riscaldamento);
  • Una verifica strutturale dell'ingegnere sarebbe auspicabile perché il solaio, portando pesi più importanti, potrebbe indebolirsi. Meglio non correre rischi!

Fonte immagini: At{Mine} e Design* Sponge

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